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Cinese: lingua facile o difficile?

Studiare cinese: facile o difficile?

Cinese, lingua complessa ma… molto divertente!

Ce ne eravamo accorti (o più semplicemente ce lo avevano detto) sin da quando eravamo piccoli, e quel dato ci ha accompagnato nel corso degli anni. Insomma, che i cinesi siano particolarmente numerosi lo sanno praticamente tutti! Il dato aggiornato al 2016 ci dice che in Cina vivono quasi 1 miliardo e mezzo di persone, anche se a questa cifra va naturalmente sommata la presenza di cinesi sparsi nel mondo (che come possiamo testare anche in Italia, sono piuttosto numerosi anche in questo caso!).

caratteri cinesiTra l'altro non è solo un fatto di popolazione e di densità, ma anche dal punto di vista economico la Cina figura come uno dei paesi più emergenti di sempre: dal 2013 la sua è diventata la seconda economia più grande al mondo sia in termini di PIL che in termini di potere di acquisto e di esportazioni. Alla luce di ciò studiare la lingua cinese rappresenta una sfida che vale la pena cogliere nella maniera più assoluta, specie se si vogliono prendere al volo tutta una serie di opportunità che inevitabilmente arrivano da un Paese tanto grande e tanto strutturato.

Curiosità sulla lingua cinese: quelle che in pochi conoscono!

 

Ovviamente imparare il cinese non è un gioco da ragazzi, perché basta anche solo sfogliare qualche testo in lingua o sentir parlare qualche autoctono per prendere atto di come questa lingua sia davvero complessa!

Per esempio, sapevate che la lingua cinese si suddivide in sette gruppi dialettali, con differenze anche piuttosto sensibili che sembrano quasi dar vita a sette diverse lingue? L'idioma ufficiale della Repubblica Popolare Cinese, ossia quello che si sente usare dai mass media locali e che viene insegnato nelle scuole, è il dialetto di Pechino (quel dialetto che noi occidentali chiamiamo Mandarino e che i cinesi riconoscono come Phutonghua, che significa non a caso "lingua comune"). Stime effettuate di recente confermano che il mandarino è la lingua più parlata al mondo, tanto che 1.3 miliardi di persone sono solite usarla nella loro quotidianità.

Considerando le sensibili differenze che ci sono tra un dialetto e l'altro, a questo punto non ci si può non chiedere come facciano a comunicare tra loro dei cinesi che magari provengono da zone opposte del Paese: per esempio, un tizio di Shanghai e l'altro del Canton come fanno a comunicare con dialetti che appaiono così diversi da sembrare due lingue diverse? Nella gran parte dei casi non si capiscono e infatti per poter dialogare finiscono spesso con lo scrivere. Nel II secolo a.C. l'imperatore che unificò l'impero diede mandato di creare un'unica lingua scritta, per cui almeno dal punto di vista dei caratteri il Paese naviga tutto sulla stessa lunghezza d'onda.

Riallacciandoci al discorso ortografico e grammaticale scopriamo un'altra caratteristica della lingua cinese. Il mandarino, infatti, non ha alfabeto, ma si compone di tutta una serie di simboli noti come ideogrammi. Oggi giorno i "simboli" ancora utilizzati dalla popolazione locale sono 214 e permettono di padroneggiare migliaia di caratteri. Ce ne sono la bellezza di 50.000, anche se oramai anche i dizionari non ne contengono più di 20.000 e le persone non ne conoscono, in media, più di 8.000. D'altronde, di questi 50mila, sono sufficienti 2-3.000 ideogrammi per poter comunicare senza problemi e per poter sfogliare una rivista in lingua. Diciamo quindi che la difficoltà vera e propria che chi vuol studiare cinese è solito incontrare, sta proprio nell'imparare gli ideogrammi. Esatto, perché dal punto di vista della grammatica il discorso diventa molto più semplice: il cinese non ha coniugazioni verbali e neanche declinazioni temporali, tanto che per collocare nel tempo una data azione ci si limita a specificare la cosa con un "domani", "ieri", "prossimamente", e così via; e poi non ci sono né singolari né plurali, e tanto meno troviamo varianti di genere. E, ciliegina sulla torta, non esiste neppure il maiuscolo!

Il cinese è anche una lingua tonale, che significa che se anche una semplice sillaba viene pronunciata in modo sbagliato, la parola finisce per assumere tutto un altro significato. Ecco perché imparare cinese con un madrelingua è fondamentale, in quanto bisogna esercitare l'orecchio al tono ed esercitarsi a propria volta nel pronunciare correttamente le varie parole (o meglio, i vari monosillabi). Pensate che proprio per questa importanza del tono e del suono, è stato scoperto che i bambini madrelingua cinesi sono più bravi dei loro coetanei occidentali nello studio della musica: a forza di avere a che fare con una lingua tonale, la loro struttura cerebrale assorbe meglio tutto ciò che è musica.

Imparare il cinese con show, film e serie tv

 

Sarà che è un paese popoloso o sarà che la sua è una popolazione particolarmente dinamica e vivace, fatto sta che in Cina ci sono tanti contenuti televisivi che vanno dall'interessante all'esilarante! E questi contenuti televisivi - show, film o serie tv che siano - potrebbero esservi di grande aiuto nell'apprendimento della lingua. Ok i corsi di cinese online, ma integrateli anche con dei contenuti originali! Qualche esempio?

“Diors Man” è un reality molto particolare (anzi, definitelo pure strano!), che proprio in virtù di questa sua particolarità è amato alla follia dai cinesi. Si compone di diversi sketch comici, pertanto non sperate di trovarci dentro una vera e propria trama: Diors Man guarda fondamentalmente a chi vuol ridere di gusto, ma voi, ovviamente, potreste usarlo anche per esercitare l'orecchio alla fonetica cinese!

Per qualcosa di un po' più "serio" segnaliamo “iPartment”, serie tv molto popolare in Cina che narra le vicende di un gruppo di ragazzi che convivono in un appartamento comune. Ci sono diverse stagioni e molte puntate, quindi vale proprio la pena recuperarla per avere un punto di riferimento per così dire fisso. Se però amate i videogiochi, ed in particolare avventura, fantasy, arti marziali e cose di questo genere, puntate su "Chinese Paladin", che racconta le vicende di Zhao Ling'er e Li Xiaoyao. Gli episodi sono disponibili anche con sottotitoli in lingua inglese!

Amate le fiction all'italiana con storie strappalacrime, passione travolgente, personaggi che dividono il pubblico e quant'altro? Ecco, se navigate su questa lunghezza d'onda "Se ti amassi" è quello che fa per voi. Si tratta di una fiction che riprende molto lo stile italiano, e che non a caso si arricchisce di esilaranti scene in dialetto toscano (recitate ovviamente da parte di comparse italiane). Per quanto riguarda il filone spettacolo, invece, molto carino è "Dove stiamo andando, papà?". Parliamo di un reality show in cui i figli di attori famosi vengono messi in competizione tra loro e gestiti proprio dai genitori vip!