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L’italiano come lingua ufficiale della musica

 

L’italiano come lingua ufficiale della musica - La lingua italiana

di Alice Martinelli

L'italiano è la 21° lingua per parlanti al mondo; questi sono oltre 85 milioni e si conta che circa 11 milioni di persone abbiano deciso di studiarla come seconda lingua o più generalmente come lingua straniera.


L'italiano è, ovviamente, la lingua ufficiale in Italia, ma anche a San Marino, in Vaticano (mentre nella Santa Sede la lingua ufficiale è ancora il latino), in Svizzera (dove viene parlata in alcuni cantoni, fra cui il Canton Ticino), in quattro comuni della Slovenia (Capodistria, Isola, Pirano e Ancarano), e nella Regione Istriana della Croazia.


Ma c'è un altro "luogo" dove l'italiano può essere considerato a pieno titolo come lingua ufficiale, ed è la musica.
La tradizione musicale in Italia è molto antica e, grazie al suo prestigio, ha influenzato fortemente anche le tradizioni degli altri paesi europei.
È a partire dal XVI secolo che la musica italiana iniziò a diffondersi in Europa. In epoca tardo rinascimentale si verificò infatti un avvenimento fondamentale per poter trasmettere la musica nazionale oltre i confini del paese: la nascita dell'editoria musicale, grazie al veneziano Ottaviano Petrucci, che per primo pubblicò un intero volume di musica a stampa.

musica lirica


Pochi anni dopo nacque la Camerata de' Bardi, un circolo fiorentino che produsse una doppia versione di un dramma musicale, l'Euridice, nel quale veniva impiegata la nuova tecnica del recitar cantando.
Grazie a questa tecnica, nel secolo successivo, il famoso compositore Claudio Monteverdi inventò un genere destinato ad avere una fortuna enorme e a sancire definitivamente l'italiano come lingua della musica: il melodramma.
Nel XVIII secolo fu invece Pietro Metastasio, presbitero italiano, a diffondere l’utilizzo di questa lingua nella musica: scrisse numerosi melodrammi, cantate e canzonette di successo, grazie alle sue abilità poetiche e drammaturghe oltre che musicali.


La musicalità intrinseca della lingua italiana e il successo avuto nel corso del XVIII secolo fece sì che persino  Wolfgang Amadeus Mozart lo utilizzasse per le sue opere: chi non ha sentito parlare almeno una volta de Le Nozze di Figaro, del Dongiovanni o di Così Fan Tutte? Ma ancora si potrebbero citare il Catalogo Köchel, Constanze Weber e i figli, e La Clemenza di Tito.


In particolare, Le Nozze di Figaro fu la prima opera in italiano musicata da Mozart, basata su una commedia di Beaumarchais.
Molti compositori fondamentali per la storia della musica, le cui opere sono tuttora conosciute in tutto il mondo, sono italiani: da Giuseppe Verdi a Giacomo Puccini, da Antonio Vivaldi a Niccolò Paganini.


Ancora adesso l’italiano rimane fondamentale nell’ambito della musica lirica, a tal punto che questa lingua viene studiata dai cantanti stranieri al di là del semplice testo d’opera, e la maggior parte di loro sa parlare bene italiano. Non solo: anche i direttori d’orchestra e i musicisti dimostrano una competenza straordinaria nella lingua, tanto più sorprendente dal momento che non viene loro richiesto d’impararlo.
Questo può solo spiegarsi con l’atmosfera magica che avvolge il mondo della lirica, dove la rappresentazione è legata ancora al passato nobile del Risorgimento italiano.
Ma c’è un altro, fondamentale motivo che rende l’italiano la lingua ufficiale della musica, ovvero il fatto che la maggior parte delle parole usate nel vocabolario musicale sono tuttora di origine italiana, a partire da quelle che indicano i diversi generi:  le Arie, fra le quali si possono ricordare l’Aida, la Carmen, la Tosca, il Barbiere di Siviglia, nomi conosciuti anche dai profani; i Capricci, come il Capriccio Italiano di Čajkovskij, il quale era rimasto enormemente impresso da un viaggio fatto in Italia e decise così di riportare le proprie impressioni in musica, o il Capriccio sopra la lontananza del suo fratello dilettissimo di Bach; le Fantasie e le Fughe, le Sinfonie.

Anche i nomi dei cantanti sono solitamente italiani: per quanto riguarda le voci maschili troviamo, dalla tonalità più bassa a quella più alta, il Basso, il Baritono e il Tenore;  il Contralto, il Mezzo Soprano e il Soprano per le voci femminili.
L’italiano ha donato alla musica anche molti aggettivi: adagio, allegro, alto, basso, veloce, piano, forte; e i nomi di diversi strumenti musicali: da quelli ad arco come il violino, il violoncello, la viola, il contrabbasso,; a quelli a corda come il clavicembalo (che in realtà indica una famiglia più numerosa di strumenti) e il più famoso pianoforte.
Tutt’oggi il Belpaese offre una ricca stagione lirica in ambientazioni suggestive quali il teatro La Scala di Milano, l’Arena di Verona, La Fenice di Venezia, il Teatro Regio di Torino, il San Carlo di Napoli.


Ma non solo lirica: dalla nascita del Festival di Sanremo, nel 1951, molti cantanti italiani si sono fatti strada anche all’estero.
Il primo ad avere successo oltremanica fu Fred Buscaglione; da sempre attratto dal mito americano, duro, sfacciato, appassionato di donne e macchine veloci, si ispirò all’allora innovativo rock statunitense, scrivendo canzoni che parlavano “perlopiù  di dritti, bambole, whisky e scazzottate”, ottenendo contro le previsioni di allora un successo immediato.
Da allora sono molti i cantanti italiani che hanno trovato all’estero un pubblico affezionato: fra gli altri, Totò Cotugno, Mina, Adriano Celentano, Al Bano, Andrea Bocelli, Laura Pasini ed Eros Ramazzotti.

andrea bocelli


La massiccia emigrazione che da sempre caratterizza la storia italiana ha ovviamente contribuito nel far conoscere la sua musica, soprattutto per quanto riguarda il genere pop e melodico, ascoltato dalla maggior parte degli immigrati.
La musica italiana è oggi apprezzata sia dai paesi di lingua latina, che condividono con essa la musicalità e l’armonia dei brani, sia da paesi come la Germania, la Russia e l’Europa dell’est.


Il motivo non riguarda solo l’orecchiabilità dei testi, ma soprattutto la sua capacità di evocare paesaggi e sensazioni che vengono tipicamente associate all’Italia, al sole, al mare, alla radiosità dei cieli di questo paese.
Insomma: l’Italia continua ad essere il Paese della musica, e il Paese conosciuto in tutto il mondo per la sua musica.


E se è vero che la musica è l’unico linguaggio universale, l’italiano è la migliore lingua per poterla accompagnare.