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Origine di alcune parole italiane di uso comune

Etimologia di parole italiane

L’origine di cinque comunissime parole italiane - La lingua italiana

alice martinelli

di Alice Martinelli


L’italiano è una lingua dalla storia antichissima, cominciata nel II millennio a.C., quando una delle popolazioni appartenenti al ceppo indoeuropeo si stabilì nella penisola.
La lingua parlata da queste genti avrebbe successivamente dato vita al latino, che si impose secolo dopo secolo sulle parlate delle popolazioni autoctone, per diventare la lingua principale entro il I secolo a.C.
Il latino parlato dalla popolazione non corrispondeva al latino classico che viene tutt’oggi studiato a scuola, ma ad un latino volgare da cui poi derivarono i vari volgari italiani, che a loro volta generarono i dialetti a partire dai quali si è sviluppata la lingua standard attuale.
Oltre a ciò, l’Italia è stata spesso terra di conquista e di occupazioni straniere, che hanno determinato inevitabilmente influenze anche nella lingua che viene parlata oggi.
È quindi una lingua incredibilmente ricca.
Di conseguenza, alcune parole di uso ormai comunissimo hanno un’origine ed un’etimologia curiosa.
Noi ne abbiamo selezionate alcune. Quante ne conoscete?


CIAO
“Ciao” è la forma più comune di saluto diffusa in Italia. Ma cosa significa?
La parola “ciao” deriva dal volgare veneto “s’ciavo”, che significa letteralmente “schiavo” e deriva a sua volta dal latino “sclavus”.
Questo termine in latino aveva un doppio significato, che in realtà indicava la stessa cosa: significava sia “schiavo” che “slavo”, perché questa era l’etnia della maggior parte degli schiavi del tempo.
“Ciao” è diventata una parola comune solamente nel corso del ‘900, mentre prima era usata assai di rado, in quanto aveva una connotazione assolutamente reverenziale.
Nel XVIII secolo è il drammaturgo Goldoni ad utilizzarlo nelle sue opere, nell’espressione «schiavo vostro» o «servo vostro», facendolo pronunciare a boriosi nobili.
In seguito, grazie alle migrazioni degli italiani, si è diffusa in tante altre lingue, dall’albanese “çao”, al francese “tchao” (nel commiato), al tedesco “tschau” (sempre utilizzato nel commiato), fino al turco “çav”e al vietnamita “chào”.


SALVE
Salve è la seconda espressione di saluto più comune in italiano; questa volta il termine deriva direttamente dal latino, e più precisamente da un verbo: si tratta dell’imperativo del verbo “salvēre”, essere in salute, e significa quindi “salute a te”.
Anche questa parola era piuttosto formale, ma con il tempo è entrata nel linguaggio quotidiano.
Il francese “salut” ha un’etimologia simile: deriva dal latino “salutem”, accusativo di “salus”, salute.


PIZZA
La pizza è uno dei simboli d’Italia; nata a Napoli, conosciuta universalmente e ora tutelata anche dall’Unesco, è uno dei piatti che più ci rende orgogliosi di essere italiani. Ma da dove deriva il suo nome?
I primi documenti attestanti il termine “pizza” furono trovati nel I secolo d.C. nella città di Gaeta, scritti in latino volgare.
Alcuni fanno risalire l’etimologia alla parola “pinsa”, termine napoletano a sua volta derivato dal latino “pansere”, pestare. Indicherebbe in questo caso una tipologia di pane e focacce e sarebbe imparentata, sempre etimologicamente parlando, con la pita greca.
Continuò a indicare prodotti farinacei, ma questa volta dolci, e sempre all’interno dei confini napoletani, fino al XIX secolo, quando assunse invece la forma che ha adesso.
Anche la storia della pizza è particolare e non da tutti condivisa: la tradizione vuole che sia stata inventata così come la conosciamo ora solo nel 1889, da parte di un cuoco napoletano, Raffaele Esposito, il quale volle onorare con una pietanza  speciale la Regina Margherita di Savoia, dalla quale la pizza prese il nome.
In questo caso i colori della pizza Margherita rappresenterebbero quelli della bandiera italiana: il rosso dei pomodori, il bianco della mozzarella e il verde del basilico.
In realtà la pizza esisteva già dal XVIII secolo nella versione Marinara, senza mozzarella e con pomodoro, origano, aglio ed olio.


CAFFÈ
Caffè in Italia è sinonimo di Espresso.  Per gli italiani il momento del caffè è ormai profondamente  radicato, tanto che questo vero e proprio rito non si limita alle pareti di casa ma è ormai consolidato anche negli ambienti lavorativi.
Il caffè è una di quelle cose che per prime mancano agli italiani quando vanno all’estero; se vi rimangono per più di qualche giorno, se non per qualche mese, potete essere certi che si porteranno una moka in valigia, e nel caso se la dimentichino, correranno presto a comprarla, perché quello dei bar esteri non sarà mai come quello di casa.

origine delle parole italiane


Quando si tratta di caffè gli italiani sono meticolosi: un italiano può chiedervi un caffè forte, lungo, ristretto, al vetro, macchiato... La tipologia di caffè che potete trovare in Italia è veramente ampia.
Il caffè, tuttavia, non è certo una pianta coltivabile in Italia, e l’etimologia non può quindi che arrivare da altre lingue.
Ci sono due ipotesi per quanto riguarda l’origine della parola: secondo la più accreditata, deriverebbe dall’arabo qahwa (قهوة ), che letteralmente significa “vino, liquore”, e indicava una bevanda di colore rosso scuro con proprietà eccitanti, la quale veniva usata anche come medicinale; in seguito i turchi trasformarono la parola qahwa in kahve, dalla quale deriva caffè.
Furono proprio i turchi inoltre a portare il caffè in Europa: scacciati dalla città di  Vienna nel 1683, dopo due mesi di assedio, abbandonarono nei loro campi sacchi interi di caffè, ancora sconosciuto in Europa.


PERSONA
Persona” è una parola estremamente comune in italiano; si riferisce a qualunque individuo umano considerato nella sua soggettività e nel suo interagire sociale.
In realtà si tratta di una parola molto controversa. Il termine persona deriva dal latinopersōna”, il quale indicava la maschera teatrale che erano soliti portare gli attori.
Anche per questo termine l’ipotesi è doppia: secondo la più antica, il sostantivo “pesona” sarebbe composto da “per” e “sonar”, perché la maschera fungeva anche da amplificatore per la voce dell’attore.
Studi più recenti lo fanno invece derivare dal termine greco con cui veniva indicato il viso, (προσῶπον / prosôpon, mediato poi dall’etrusco pershu.
Le maschere romane erano simili a quelle greche, coprivano l’intera testa e avevano caratteri somatici molto marcati in modo che gli spettatori potessero riconoscere immediatamente il personaggio.
Queste sono solo alcune delle curiose etimologie che l’italiano ci offre. In realtà, ogni lingua moderna si è formata attraverso un lungo processo di interazioni e influenze reciproche con altre lingue e altri popoli, grazie alle conquiste, alle migrazioni e agli scambi commerciali che nel corso del tempo si sono succeduti  e che hanno portato alla formazione del mondo come lo conosciamo noi.
Ogni parola è un pezzettino della storia di un popolo, e si incastra con le altre parole della lingua di questo come in un puzzle.
Anche dietro al termine più comune, quindi, è possibile scoprire qualcosa in più di coloro che ci hanno preceduto e che hanno camminato per le stesse strade su cui ora camminiamo noi; di conseguenza, si può scoprire qualcosa in più anche sulla propria identità.